MUSIQUE SANS FRONTIERES

Venerdì 22 Agosto ore 21.30 – Forte delle Saline – Albinia*
Biglietti: Intero €12 \Ridotto under 26 € 8
info@orbetellopianofestival.it

MICHELE  CAMPANELLA pianoforte
JAVIER  GIROTTO sassofono

Maurice Ravel, Pavane pour une infante défunte
Claude Debussy, Rêverie
Claude Debussy, Suite Bergamasque
Claude Debussy, Children’s Corner
Maurice Ravel, Miroirs

Un’idea inusuale che porta all’incontro tra mondi diversi: quello classico di un grande interprete e  virtuoso quale Michele Campanella, e quello dell’improvvisazione jazz rappresentato dal grande sassofonista argentino Javier Girotto. Un viaggio alternativo ed affascinante oltre le frontiere della musica, un viaggio in cui il sassofono si fonde col pianoforte creando atmosfere nuove e sorprendenti. Con “Musique Sans Frontieres” siamo di fronte ad un lavoro completamente diverso. Innanzitutto gli inserti jazzistici di Javier Girotto vengono sovrapposti alla parte “colta” che rimane fedele alle partiture originali (interpretate al pianoforte da Michele Campanella). In secondo luogo stupisce ed affascina la scelta di lavorare sulle composizioni di due dei maggiori esponenti dell’impressionismo musicale francese: atmosfere rarefatte, partiture scritte nel minimo particolare, in cui ogni sottilissima dinamica è essenziale all’espressività sonora, in cui spesso il centro tonale si perde in nuvole concentriche tanto eteree quanto… perfette.

*in caso di pioggia il concerto si terrà presso l’Auditorium di Orbetello

Michele Campanella

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Michele Campanella -Foto Andrea Boccalini

Considerato internazionalmente uno dei maggiori virtuosi e interpreti lisztiani, Michele Campanella ha affrontato in oltre 45 anni di attività molte tra le principali pagine della letteratura pianistica. La Società “Franz Liszt” di Budapest gli ha conferito il Gran Prix du Disque nel 1976, 1977 e nel 1998, quest’ultimo per l’incisione “Franz Liszt – The Great Transcriptions I-II” edita dalla Philips. Nel 1986 il Ministero della Cultura ungherese gli ha conferito la medaglia ai “meriti lisztiani”, così come l’American Liszt Society nel 2002. Formatosi alla scuola pianistica napoletana di Vincenzo Vitale, Michele Campanella è un artista di temperamento assai versatile. Questa sua caratteristica lo ha portato ad avvicinare autori quali Clementi, Weber, Poulenc, Busoni (Premio della Critica Discografica Italiana nel 1980 per le incisioni con la Fonit Cetra), Rossini, Brahms, Ravel e Liszt, di cui ha recentemente inciso un’antologia di Parafrasi,i 12 Studi d’esecuzione trascendentale e una scelta di brani del tardo periodo suonati sul Bechstein che appartenne a Liszt, primo grande capitolo di un’importante serie dedicata all’opera lisztiana che comprenderà ben 12 CD, in uscita per l’etichetta Brilliant.

La sua discografia comprende incisioni per etichette quali Emi (Ravel), Philips (Liszt, Saint-Saëns), Foné (Chopin), PYE (Liszt, Ciajkovskij), Fonit Cetra (Busoni), Nuova Era (Ciajkovskij, Liszt, Musorgskij, Balakirev), Musikstrasse (Rossini), P&P (Brahms, Liszt, Scarlatti). Nell’estate del 2005 è stata pubblicata dal Rossini Opera Festival la registrazione della Petite Messe Solennelle di Rossini diretta da Campanella a Pesaro. Ha suonato con le principali orchestre europee e statunitensi, collaborando con direttori quali Claudio Abbado, Gianluigi Gelmetti, Eliahu Inbal, Charles Mackerras, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Esa-Pekka Salonen, Wolfgang Sawallisch, Thomas Schippers, Hubert Soudant, Pinchas Steinberg, Christian Thielemann. È frequentemente invitato in paesi quali Australia, Russia, Gran Bretagna, Cina, Argentina ed è stato ospite dei festival internazionali di Lucerna, Vienna, Praga, Berlino e Pesaro (Rossini Opera Festival).

Negli anni ’90 è stato al fianco di Salvatore Accardo e Rocco Filippini, quali partner ideali per affrontare i capolavori della musica da camera. Spiccano tra gli ultimi importanti traguardi l’esecuzione di tutti i concerti di Beethoven e Mozart, e l’integrale della musica per pianoforte di Brahms. Negli anni recenti si è molto sviluppata l’attività di Michele Campanella in veste di direttore-solista con le più prestigiose orchestre italiane, come l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’ORT-Orchestra della Toscana, l’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, I Virtuosi Italiani, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Da sottolineare il repertorio: Ravel, Fauré, Poulenc, Franck, Saint-Saëns, Schumann, Weber, Liszt, oltre a Mozart e Beethoven. Si dedica con passione all’insegnamento: è stato titolare della cattedra di pianoforte all’Accademia Chigiana di Siena dal 1986 al 2010 e per otto anni ha tenuto corsi di perfezionamento a Ravello. Dirige il Centro di Studi pianistici Vincenzo Vitale dell’Accademia Europea di Musica e Arti dello Spettacolo, presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. È stato insignito dei prestigiosi riconoscimenti della “Fondazione Premio Napoli” e della “Fondazione Guido e Roberto Cortese”.

È membro delle Accademia di Santa Cecilia, dell’Accademia Filarmonica Romana, dell’Accademia Cherubini di Firenze. È stato per nove anni direttore artistico di tre stagioni concertistiche nate nell’ambito delle Università di Napoli, Benevento e Catanzaro. Di recente è stato nominato direttore artistico del Maggio della Musica di Napoli. Dal 2008 è Presidente della Società Liszt, chapter italiano dell’American Liszt Society. Nel 2011, anno in cui si è celebrato in tutto il mondo il bicentenario della nascita di Franz Liszt, Campanella ha dedicato interamente la sua attività di pianista e direttore d’orchestra al compositore ungherese, da lui studiato e amato fin dall’età di quattordici anni, impegnandosi in una lunga serie di concerti solistici in Italia e all’estero: presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma , a Torino per l’Unione Musicale, alla Fondazione Cini di Venezia per l’Associazione Wagner, al Conservatorio Verdi di Milano, al San Carlo di Napoli, all’Accademia Musicale Chigiana di Siena, all’Aquila, Piacenza Cremona, Udine, Parma e a Ravenna nell’ambito del celebre Festival, con l’Orchestra Luigi Cherubini per l’esecuzione, in una sola serata, come solista e direttore, di tutta la musica per pianoforte e orchestra di Liszt. Appuntamenti di spicco all’estero sono stati i concerti a Buenos Aires,alla Suntory Hall di Tokyo e le tre esibizioni assieme a Riccardo Muti a Chicago, per il culmine delle celebrazioni lisztiane con l’esecuzione, con la Chicago Symphony Orchestra, del Primo Concerto per pianoforte e orchestra. Inoltre, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con l’Accademia Musicale Chigiana, Campanella ha creato e diretto nel 2011 al Parco della Musica di Roma una serie di Maratone lisztiane, nel corso delle quali era in programma l’integrale della musica scritta per il pianoforte da Liszt. Si è trattato di un evento che ha coinvolto ben 75 pianisti italiani e che ha assunto una rilevanza eccezionale in quanto mai realizzato al mondo prima d’ora. All’attività di musicista, Campanella affianca quella di scrittore. Nel 2011 Bompiani ha pubblicato il libro “Il mio Liszt. Considerazioni di un interprete”, un omaggio letterario che il pianista ha voluto dedicare al suo autore di riferimento.

Nel 2012 Michele Campanella ha ricevuto il prestigioso Premio Scanno per la Musica e il Premio Grotta di Tiberio per l’interpretazione musicale. Nel 2013, l’anno del bicentenario della nascita di Richard Wagner e Giuseppe Verdi, Michele Campanella è stato impegnato in una lunga serie di concerti dedicati alle Parafrasi di Franz Liszt, in Italia, Ungheria, Spagna, Russia, Germania e Cina a conferma del suo importante ruolo di Ambasciatore della Musica nel Mondo e la Brilliant Classics ha dedicato a queste composizioni un cofanetto di 3 CD – Special Edition. Nel 2014, la poliedrica attività di Michele Campanella lo porterà in tour negli Stati Uniti con il Fine Arts Quartet, in Sud America con il violinista Boris Belkin e lo vedrà impegnato nella realizzazione di un cd, edito da Cam Jazz per un interessante e divertente progetto sull’improvvisazione jazz con Javier Girotto. Sarà inoltre solista e direttore in Italia nell’esecuzione dell’ultimo concerto di Mozart K 595 e del concerto n.2 di Brahms oltre ad esibirsi nelle più importanti istituzioni concertistiche in una pacifica battaglia tra due dei massimi compositori per la letteratura pianistica, Fryderych Chopin e Franz Liszt nel recital “Chopin vs Liszt: La Battaglia”. Nel 2014 Michele Campanella è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. Michele Campanella è Artista ufficiale Yamaha.

Javier Edgardo Girotto

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Javier Girotto – Foto di Andrea Boccalini

Javier Edgardo Girotto nasce a Cordoba il 17 aprile del 1965. Si avvicina alla musica grazie al nonno materno A.L.Caroli, direttore di banda, suonando prima il rullante, poi il clarinetto piccolo in Mi bemolle, nella Infanto Juvenil de Cordoba e nella banda di Villa del Rosario, per poi passare a quello in Si bemolle. Il passaggio, per un clarinettista, al saxofono è naturale. Scelto il sax contralto, comincia a frequentare Buenos Aires, in cerca di qualcuno che lo avvii al jazz, purtroppo senza fortuna. Rientrato a Cordoba forma i suoi primi gruppi di ispirazione jazzistica, dedicandosi anche alla musica commerciale dei cosiddetti “Cuartetos”. A sedici anni intraprende gli studi classici, iscrivendosi al Conservatorio Provincial De Cordoba e non esistendo la cattedra di sassofono, si iscrive ai corsi di clarinetto e flauto raggiungendo il compimento medio in entrambi gli strumenti.

Parallelamente agli studi in conservatorio forma e collabora con diversi gruppi, tra cui i Vertiente, un mix di fusion e folklore argentino, i Jazz 440, “Jam”, l’Enzo Piccioni Quartet e il Juan Ciallella Quartet. A 19 anni vince una borsa di studio del Berklee College of Music e gli si spalancano finalmente le porte del mondo del jazz. Resta nella prestigiosa scuola bostoniana per quattro anni, diplomandosi in Professional Music “Cum Magna Laude”. I quattro anni statunitensi sono proficui, un periodo in cui ha approfondito gli studi di composizione e arrangiamento e di sax e improvvisazione con maestri del calibro di Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook e Jerry Bergonzi, imparando poi, “il mestiere”, suonando con Danilo Perez, George Garzone, Hall Crook, Bob Moses, Herb Pomeroy e tanti altri musicisti da cui ha raccolto una scintilla della loro esperienza.   L’avventura italiana di Javier Girotto inizia a 25 anni, per curare alcuni affari della sua famiglia di origini pugliesi, (il tramite della cittadinanza italiana), decidendo in breve tempo di iniziare in questa nazione la sua carriera professionale.

Anche in Italia alterna la collaborazione con gruppi di musica commerciale, latina, con la partecipazione a diversi gruppi jazz, con cui comincia la sua indefessa attività di compositore e arrangiatore. La sua prima formazione romana è “Tercer Mundo”, insieme a Horacio “El Negro” Hernandez, sui binari del latin jazz, un sestetto formato da piano, basso, percussioni, batteria, tromba e sax, seguito a ruota dai “Six Sax”, un quartetto di saxofoni, con basso e batteria, composto da Rosario Giuliani e Tony Germani all’alto, Gianni Savelli al tenore, Javier al baritono, Marco Siniscalco al basso e Pietro Iodice alla batteria, col quale incide il suo primo cd “Homenaje” nel 1995 con special guest Bob Mintzer e Randy Brecker. In questo stesso periodo nasce il gruppo per il quale i sax soprano e baritono di Girotto sono maggiormente conosciuti, Aires Tango, con Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni, in un connubio delle ragioni del tango con quelle del jazz che, partendo dal piacere legato all’ascolto degli stilemi della musica argentina, rassicura l’ascoltatore nell’affrontare le “rapide” della “diversità” dei suoi soli.

Con Aires Tango incide ben 10 dischi e nel 2009 festeggiano 15 anni di vita con il loro disco “10/15” (appunto per indicare 10° disco e 15 anni di vita del gruppo) gemme di un percorso in cui Girotto è stato accompagnato sempre dal plauso incondizionato del pubblico, che lo ha incoraggiato ad “aprire” il progetto alla voce di Peppe Servillo e all’orchestra sinfonica. Nel 1999 nasce un altro gruppo, “Cordoba Reunion”, formato da quattro musicisti cordobesi, Javier Girotto ai sax e flauti, Gerardo Di Giusto al pianoforte, Minino Garay alle percussioni e Carlos El Tero Buschini al basso, impegnati in un progetto con il quale ritorna alle radici della sua musica, con un occhio a quei tempi che hanno preceduto il tango, trascinando l’ascoltatore in un viaggio empatico ed emozionale alla ricerca dei ritmi del folclore argentino come la milonga, chacarera, zamba e candombe, gruppo, questo che ha inciso un primo disco con la cantante Mercedes Sosa. E un secondo nel 2012 “Sin Lugar a Dudas” per la radio Svizzera di Lugano Rete Due.   Nel 2000 Javier Girotto forma un doppio duo: il primo con il bandoneon di Daniele Di Bonaventura, col quale incide tre dischi: “Javier Girotto Plays Rava”, “Recordando Piazzolla”e “Recordando Gardel” con un’orchestra di 13 archi; Il secondo Duo con Luciano Biondini (accordion) con il quale incide 3 C.D. con tutte composizioni originali, ma tornando un’altra volta alla improvvisazione più libera. il primo disco è del 2002 per l’etichetta Philology “ El Cacerolazo”, il secondo nel 2005 per l’etichetta ENJA RECORDS “Terra Madre”. Il terzo disco e DVD “Iguazù” con dvd dal vivo in Ukraina. Anche questo duo li vede protagonisti nei festivals e clubs non solo italiani ma maggiormente in Germania, Spagna,Svizzera, Austria ,Danimarca, Olanda, Europa dell’est, Argentina,Perù, ecc. In questo stesso anno inizia la sua collaborazione con la prestigiosa ONJ, l’Orchestre National du Jazz di Parigi (Francia).

Tra le formazioni di Javier Girotto è l’elegante duo formato con il pianista argentino Natalio Mangalavite, con il quale ha inciso Colibrì, un cd che rappresenta la sintesi dell’intero sentire sudamericano, al quale da poco si è aggiunta la voce di Peppe Servillo, andando, così, a creare il Trio G.S.M. Già Servillo aveva collaborato insieme a Girotto in alcuni progetti di Aires Tango come guest e nel tempo la collaborazione si solidificava in un desiderio di creare un progetto insieme dove il cantante fosse protagonista dall’inizio alla fine e che vede concretizzare questo progetto nel loro primo disco dal titolo “L’Amico di Cordoba” per “Il Manifesto C.D.” Peppe Servillo è L’autore dei testi e Girotto della musica. Nel 2008 il Trio G.S.M. registra il secondo c.d. da titolo “Futbol” con ospite Toni Servillo e Fausto Mesolella. Nel 2002 entra a far parte del quartetto di Enrico Rava “Piano less” con cui incide il cd “Full of Life” insieme ad Ares Tavolazzi e Fabrizio Sferra. Successivamente forma e registra il primo disco “Nauhel” ed. “Il Manifesto” Javier Girotto & Vertere String Quartet, privilegiando un repertorio arrangiato da Luigi Giannatempo con musiche originali di Girotto supportato dal quartetto d’archi. Nel 2006 forma insieme al Paolo Silvestri Ensamble e Luciano Biondini quello che sarebbe la continuazione del disco “Anniversario” realizzato con Aires Tango e l’orchestra sinfonica di Sofia registrando il primo album per la Giotto Music. Nel frattempo con la PMJO (Parco della Musica Jazz Orchestra – Auditorium di Roma), registra il disco “Argentina: Escenas en Big Band” con composizioni originali di Girotto, arrangiati da Luigi Giannatempo; nel dicembre 2008 viene invitato dalla Jazz Orchestra of the Concertgebouw di Amsterdam per una tournée in tutta l’Olanda presentando questo progetto di big band e nell’ agosto del 2010 sarà ospite della WDR big band (della radio di Colonia – Germania) per il progetto “Jazz tango” insieme a Gary Burton e Marcelo Nisinman.

Nel novembre 2008 presenta insieme a Paolo Silvestri il “Concerto Latino” per orchestra sinfonica e sax soprano composto da Silvestri per Girotto e in aggiunta composizioni dello stesso Girotto,con la orchestra sinfonica di San Marino , orchestra Filarmonica Marchigiana, orchestra della Magna Grecia di Taranto,orchestra regionale di Roma e del Lazio, progetto che verrà riproposto con tutte le migliori orchestre sinfoniche europee. Sempre nel 2008 forma insieme a Fabrizio Bosso il “Latin Mood” documentando questo progetto nel disco “Tribute” e registrando per la Blue Note nello stesso anno il disco “Sol”; e nel 2012 il disco “Vamos” Un altro progetto è quello l’elaborazione un repertorio originale per quartetto di sassofoni insieme al Atem Saxophon Quartet solista,compositore e arrangiatore. Lo stesso Girotto, documentando questo lavoro nel disco “SUIX” prodotto dall’etichetta Parco della Musica di Roma, e nel 2013 il secondo disco di questo progetto per la sua etichetta“Araucanos”. Nel 2009 pubblica un disco come solista per L’Espresso “Jazz italiano live” registrato alla Casa del jazz di Roma” insieme ad Aires Tango e Luciano Biondini. Nel 2011 inizia la propria avventura discografica inaugurando la “JG records” con un suo primo disco (registrato completamente in Argentina e con musicisti di Cordoba e amici di vecchia data) “Alrededores de la Ausencia” Dal 2009 al 2011 è stato insegnante nella cattedra jazz del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha dato innumerevoli seminari nei Conservatori di Pesaro, Lecce, Salerno, ecc….e nelle varie scuole di musica di tutta Italia e del mondo. Nel 2012 forma un duo insieme al rinomato pianista classico Michele Campanella per “Musique sans Frontiére”, progetto in cui si propone il repertorio dei grandi autori classici come Debussy-Ravel-Guastavino, contaminando questa meravigliosa musica per pianoforte con l’improvvisazione e l’inserimento extra del sassofono. Sempre nel novembre e dicembre 2012 realiza una tournée nei festival jazz Sud Americani ( Uruguay – Argentina – Brasil ) insieme al chitarrista e pianista Ralph Towner con il quale nel 2014 ha in programma la registrazione del loro primo disco per l’etichetta ECM. Infinite sono le collaborazioni di Javier Girotto, da Enrico Rava con il quale lo troviamo interessante baritonista nel quartetto Pianoless, omaggio a Chet Baker e Gerry Mulligan, con il quale ha inciso Full of Life, a Roberto Gatto, colonna portante del quintetto, con cui ha partecipato a tre compact “7#, “Sing sing Sing” e”Deep”, con il trombonista Gianluca Petrella, col quale ha registrato “X-Ray”, da Rita Marcotulli, delle cui formazioni è l’anima etnica-argentina in cui si alterna al flauto  andino e al soprano, con la quale ha inciso “The woman next door” “Koinè” e un disco per la rivista L’Espresso nel 2009,”Nanà”, “ Variazioni sul tema”.